Veranear (o sea, ???)

Veranear

 Veranear

Dal momento che siamo al cambio di stagione e tra non molto arriverà l’estate, sta bene iniziare questa nuova rubrica – che ancora non ha nome – con qualcosa che proprio con l’estate ha a che fare.

L’idea è di raccogliere qualche parola o espressione che non ha diretta traduzione in italiano, o, se ce l’ha, è ampiamente desueta o assente nel linguaggio comune; per queste, quindi, in italiano ci sarà sempre un giro di parole ad esprimere lo stesso concetto.

Iniziamo la rubrica con veranear, un verbo che in spagnolo indica l’ “andare in vacanza d’estate”, ovvero, potremmo dire, le vacanze per eccellenza (da meritare un verbo dedicato); in genere si fa riferimento implicitamente ad un periodo non breve, e comunque tendenzialmente diverso, ad esempio, da un semplice week-end. La particolarità è il riferimento esplicito alla stagione estiva che, come anticipato, non mi sembra avere un equivalente in italiano. In verità, esiste “villeggiare” ,  che generalmente ha un richiamo al periodo estivo ma che può tranquillamente essere usato – se è ancora usato – per altri periodi.

Un suggerimento – partendo da verano che è l’estate – è di passare dall’oggetto all’azione (“canto/cantare” italiano come canto/cantar spagnolo, “cucina/cucinare” italiano come cocina/cocinar spagnolo etc.) in modo che trascorrere l’estate (verano) diventerà veranear, e chi compie l’azione un veraneante (“vacanziere”).

Ciao

Giovanni

 

 

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Ladrillos (o sea, mattoncini da costruzione)

Il post di oggi non ero molto sicuro di volerlo inserire, un po’ perché non granché, un po’ perché non ci sono veri e propri trucchi e regolette ma solo un suggerimento generico. In pratica, semplificando al massimo, possiamo dire che quando si ha a che fare con espressioni (forme verbali esplicite, verbo essere più aggettivo/sostantivo o addirittura anche solo aggettivo/sostantivo) che sono normalmente seguite da una preposizione, ad es.

estar seguro de (“essere sicuro di”)

apostar a (“scommettere su”)

contentarse con (“accontentarsi di”)

al contrario dell’italiano per lo spagnolo non fa differenza, ai fini dell’utilizzo o meno della preposizione, se queste espressioni introducono solo un sostantivo o un’intera preposizione verbale. Quindi sarà

estar seguro de nuestra victoria così come estar seguro de que vamos a ganar

“essere sicuro della nostra vittoria” ma “essere sicuro [] che vinceremo”

aposté a tu derrota così come aposté a que te derrotarían

“scommisi sulla tua sconfitta” ma “scommisi [] che avresti perso”

me contento con su llegada così come me contento con que haya llegado

“mi accontento del suo arrivo” ma “mi accontento [] che sia arrivata”

Come detto il modo più semplice che uso per ricordare questa differenza è tener presente che in queste situazioni lo spagnolo tende a comportarsi come l’unione di una serie di mattoncini in cui questi ultimi sono intercambiabili e il cambio non modifica il modo in cui sono uniti.

Alla prossima

Giovanni

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