L’importanza di un accento – Capitolo II

Post rapido via telefonino – per interrompere la pausa ed iniziare il 2016 – con un trucco stupidino sull’accentuazione dei verbi. Semplicemente, a differenza dell’italiano, l’imperfetto della prima coniugazione non ha mai l’accento tranne che nella prima persona plurale ‘noi’ , es. “cantare”

Cantaba
Cantabas
Cantaba
Cantábamos
Cantabais
Cantaban

mentre il futuro ha sempre l’accento tranne che – di nuovo – nella prima persona plurale

Cantaré
Cantarás
Cantará
Cantaremos
Cantaréis
Cantarán

Ciò come altre caratteristiche sparse qua e là lo rende più cantilenante dell’italiano (in questo caso si batte sempre sulla sillaba -ta o sulla sillaba -re)

Più chiaro a farsi che a spiegarsi

Giovanni

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Mettere i puntini sulle i, o almeno le i (o sea, irregolarità della terza coniugazione)

Oggi per la prima volta – almeno così mi sembra – metto qui due righe sui verbi irregolari, in particolare su quelli della terza coniugazione. Questo suggerimento lo trovai nelle prime dispense di spagnolo stampate da internet e stranamente in nessun’altra parte più, anche se realmente utile.

Allora la storia è questa: in diverse grammatiche nella presentazione delle irregolarità viene riportato che i verbi della terza coniugazione che terminano in -entir, -ertir, -erir  (es. sentir, “sentire”) cambiano la -e della radice in -i alla

♦   3^ persona singolare e plurale del passato remoto (sintió, sintieron) e da qui, come forme verbali derivate, anche

     ♦   in tutto il congiuntivo imperfetto (sintiera, sintieras, sintiera, sintiéramos, sintierais, sintieran)

♦   1^ e 2^ persona plurale del congiuntivo presente (sintamos, sintáis) e da qui, essendo in verità prese dal congiuntivo,

     ♦   1^ persona plurale dell’imperativo affermativo e 1^ e 2^ persona plurale dell’imperativo negativo (no sintamos, no sintáis).

Ora fortuna o coincidenza vuole che in tutti questi casi la -i è seguita da un dittongo (-ie -io) oppure da una -a tonica, quindi un scorciatoia in caso di dubbi è che

  • per questi verbi la -e diventa -i davanti a dittongo o ad -a tonica (e solo in questo caso)
  • per tutti gli altri verbi della terza coniugazione con -e nella penultima sillaba (es. medir, “misurare”, pedir, “chiedere”) davanti a dittongo o ad -a tonica la -e continuerà a diventare -i  (midió, “misurò”), ma purtroppo diventerà -i anche in altri casi (yo mido, tú mides, él/ella mide… “io misuro”, “tu misuri”, “lui/lei misura”…)

Verbi comuni con irregolarità proprie come decirvenir sono da considerare a parte.

A presto

Ciao

Giovanni

 

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