Falsos amigos della pronuncia

Quando si parla di falsos amigos (falsi amici) ci si riferisce normalmente a parole spagnole che si pronunciano esattamente o quasi esattamente come parole italiane ma dal significato differente; l’esempio classico è largo (lungo in italiano)

Ci sono parole che non sono falsos amigos ma si comportano come tali perché, pur scrivendosi in maniera (quasi) identica all’italiano, si pronunciano diversamente.

Alcune sono raggruppabili e ricordabili perché escono in -cia o -gia come (in grassetto la sillaba tonica)

aristocracia

democracia

agencia

estrategia

ma purtroppo altre no, come

periodo

poglota

hipotermia

La difficoltà – se così si può dire – sta solo nel ricordarselo quando si parla, non cioè nella lettura, dal momento che in questo caso il sistema degli accenti dello spagnolo – a differenza dell’italiano – non lascia spazio ad ambiguità.

In italiano aristocrazia e malizia terminano entrambe in -zia ed entrambe vengono scritte senza accento grafico, ma nella prima si fa cadere la voce sulla sillaba -zi (aristocrazia) mentre nella seconda sulla sillaba -li (malizia)

In spagnolo una parola terminante per vocale senza accento grafico è sempre piana, cosicché aristocracia si pronuncerà aristocracia, malicia si pronuncerà malicia etc.

Ciao ciao

Giovanni

 

Annunci

Pues… Beh… Well…

Allora post rapidissimo sopra una parolina spagnola – pues – che ha principalmente due significati (“quindi” e poiché”) ma che in realtà viene usata in una varietà infinita di espressioni e locuzioni avverbiali. Beh, una di queste è di utilizzarla più o meno come intercalare o riempitivo o per introdurre il contenuto principale della frase, come ad es. in una risposta

Pues, sí                   “Beh, sì”

Pues, no                  “Beh, no” 

Pues nada               “Beh niente”

¿Pues, y ahora?      “Beh, e ora?”

Il fatto è che quest’uso corrisponde abbastanza fedelmente a quello che in italiano si ha con l’esclamazione “beh” e in inglese con l’avverbio “well”

Pues, sí                   “Well, yes”

e che le tre espressioni sono tutte monosillabi in -e, cosa che rende anche il suono (e come la parola entra nella frase) simile tra le tre lingue.

Ciao

Giovanni

A toda prisa para Argentina (o sea, memorandum per la terra dell’argento)

argentina con bandera

Questo articolo probabilmente non assomiglierà in parte o in tutto a quelli che finora sono stati inseriti qui (correrò questo enorme rischio) ma siccome può capitare facilmente di dover partire all’improvviso per il paese a forma di saco de dormir (“sacco a pelo”) o di león rugiendo (“leone ruggente”) e si hanno solo cinque minuti per imparare lo spagnolo, può essere utile sapere come aggiungere in un minuto e mezzo il tocco di argentinità alle proprie chiacchiere, anche se come approccio cheap and chic (eleganti con poco sforzo) non mi piace molto.

A chi ci rivolgiamo?

Parlando con qualcuno, non si dirà mai tú… ma vos… (che non ha nulla di reverenziale dell’italiano “voi”) e così contigo (“con te”) sarà con vos; se poi ci rivolgeremo a più di una persona, allora non diremo vosotros ma ustedes (“essi”)… cioé “voi” e “essi” si fondono cosicché “Voi di dove siete?” suonerà come “Essi di dove sono?”, anche in un discorso informale.

Come lo diciamo?

Nella formazione dei verbi si dovrà principalmente ricordare

  • di cambiare la -r finale dell’infinito in -s per formare il verbo indicativo che segue il vos (vos amás, al posto di tú amas, “tu ami”)
  • di togliere la -r finale dell’infinito per formare il verbo imperativo rivolto a una persona (“Ama!” sarà Amá, “Esci” sarà Salí)

mentre nell’uso dei verbi

  • di usare la perifrasi ir a… al posto del futuro semplice (voy a salir al posto di saldré per dire “salirò”)
  • come succede in alcuni dialetti meridionali, non usare i tempi composti per il passato ma quelli semplici (dije, “dissi” al posto di he dicho, “ho detto”)  

Cosa diciamo?

Molte parole saranno più simili all’italiano di quelle dello spagnolo standard o suoneranno come un italiano un po’ arcaico, come laburo (“lavoro”, al posto di trabajo), manyar (“mangiare”, al posto di comer), pibe (“ragazzo”, al posto di chico, da “pivetto”, cioé apprendista, ragazzo in genovese) e così via

Come lo pronunciamo?

Qui le cose si semplificano perché

  • tutte le sillabe -ce e -ci si pronunciano semplicemente -se -si senza la zeppola che però sa tanto di spagnolo (seseo)
  • la doppia elle -ll si pronuncia come la -y, o a seconda delle zone come la -g dolce italiana (yeísmo)

 

Tutto qui

Buen viaje

Giovanni

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 28 follower

Mantenlo Simple

Minimalismo, simplicidad, sencillez e ideas para rumiar

Il blog del traduttore

Opinioni di un traduttore su un taccuino elettronico. Il blog di Ettore Mazzocca

Notebook Stories

Notebooks, journals, sketchbooks, diaries: in search of the perfect page...

Mario Benedetti

Mario Benedetti y su obra Poetica

El Blog para Aprender Español

Un diario per condividere suggerimenti, idee e curiosità sulla lingua spagnola

El Viajero Astuto

Un diario per condividere suggerimenti, idee e curiosità sulla lingua spagnola

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: