La sierra se cierra

Dal momento che questo week-end difficilmente potrò scrivere qualcosa qui, metto ora una brevissima catena di falsos amigos (come già fatto in passato) che mi è tornata in mente qualche giorno fa leggendo di montagne in un libro. La particolarità sta nel fatto che al significato fuorviante di uno di loro, laddove predomina il seseo (ovvero -ce -ci vengono pronunciati -se si) la pronuncia praticamente identica aggiunge un fattore di inganno. In pratica:

cegar (con la c) che vuol dire ‘accecare’ (da cui ciego etc) non è da confondere con segar (con la s ma con pronuncia identica in caso di seseo), che non vuol dire come sembrerebbe ‘segare’ bensì ‘falciare’ dal momento che ‘segare’ si traduce serrar. La sierra, infatti, è in spagnolo una catena montuosa con una forma che ricalca i denti di una sega (la Sierra Nevada nel sud della Spagna ad esempio). Serrar, infine, non deve confondersi con cerrar (di pronuncia identica in caso di seseo) che significa più semplicemente ‘chiudere’ (come il nostro ‘serrare’). E qui tra l’altro la catena se cierra (‘si chiude’).

Alla prossima

Giovanni

Nada (niente, ovvero tutto)

Continuando con il filo rosso sui falsos amigos che non sia per quanto possibile un elenco di parole o espressioni, oggi riporto qui due righe sul pronome nada (“niente”) che in alcune espressioni è presente  con il suo esatto opposto “tutto” come significato, quindi non è un falso amigo ma si comporta come tale. L’espressione antes que nada si userà ad es. per dire prima di tutto, innanzitutto, anche se letteralmente più o meno sarebbe “prima di niente”, o almeno credo, e simile significato ha primero que nada che potrebbe tradursi “prima cosa che niente “… anche más que nada a dispetto del senso letterale “più di niente” vuol dire in verità l’esatto opposto, ovvero più di tutto il resto, più del resto, in italiano sarebbe “più che altro”…

Qui non c’è un vero e proprio suggerimento o trucco da poter dare ma solo al massimo ricordare che anche in italiano avviene qualcosa di simile in alcune espressioni, diffuse più che altro a livello locale, come “Serve niente?” in verità indicando qualcosa…

Ciao

Giovanni

L’importanza di un accento

Questa sera post rapidissimo e poco formattato via telefonino essendo il pc scarico. Allora partendo dal presupposto che i verbi irregolari non andrebbero imparati a memoria o come elenco di eccezioni (soprattutto per chi come me ha poca memoria), in caso di dubbi una regolina rapidissima è che quasi tutti i verbi con irregolarità proprie nella desinenza del passato remoto di qualunque coniugazione siano finiscono per avere la prima e la terza persona singolare uguali a quelle della prima coniugazione e ma non accentate, quindi -e e -o. Così avendo la forma regolare amé e amó si avrà ad es. estuve e estuvo per la prima coniugazione  (“stetti” e “stette”), traje e trajo per la seconda (“portai” e “portò”) e infine dije e dijo per la terza (“dissi” e “disse”); per le altre persone le desinenze restano di base quelle normali.

Giovanni

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