Carta, papel, tarjeta (o sea una palabra mil traducciones)

In spagnolo esistono fondamentalmente tre modi di tradurre la parola carta e con un po’ di fantasia si possono associare alla minore o maggiore consistenza materiale che questa carta ha.

La carta si usa meno frequentemente delle altre traduzioni e spesso si trova in espressioni che si riferiscono più al contenuto che all’oggetto in sé, con qualcosa che ruota attorno all’idea di lista, elenco, elencazione, dichiarazione etc. come Carta Costitucional o Carta de los derechos o carta de vinos. Anche perché nove volte su dieci una carta è una lettera (antes se escribían muchas más cartas, prima si scrivevano molte più carte).

El papel è probabilmente la traduzione più usata, sono i fogli su cui si scrive (foglio di carta è hoja de papel), i documenti (los papeles), le scartoffie, la carta da forno (papel de horno), la carta fotografica, la carta stagnola (papel de plata), la carta copiativa (papel cebolla) e così via.

La tarjeta è più semplicemente una targhetta come nella carta di credito (tarjeta de crédito), nella carta telefonica (tarjeta telefónica) che non si usa più, la carta d’identità (tarjeta de identidad) e così via.

Infine, fuori dal coro, le carte geografiche o stradali sono sempre mapas.

Alla prossima

Giovanni

 

Ti vorrei sollevare (Elisa feat. Giuliano Sangiorgi)

Nuova interpretraduzione, questa volta di una canzone di Elisa, dall’album Heart del 2009.

In fondo il video ufficiale da You Tube

 

Ti vorrei sollevare

Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempie
di te
E l’attimo in cui il sole
diventa dorato
e il cuore si fa leggero
come l’aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare

Mi hai detto ti ho visto cambiare
tu non stai più a sentire
per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un po’
Perché ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell’anima (a quell’anima)
che hai detto che (che hai detto che)
non ho

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
e viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
vorrei viaggiare su ali di carta con te
vorrei sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

 

Quisiera levantarte

Me has dejado sin más palabras
como una primavera
y este rayo de luz
pensamientos que se rellenan
de ti
Es cuando el sol de golpe
se vuelve dorado
el corazón más ligero
como el aire antes de que el tiempo
nos lleve un día
nos lleve un día
de aquí

Quisiera levantarte
quisiera consolarte

Me has dicho te vi que cambiabas
tú no estás para oírme
por un instante habría querido
que todo fuera al menos algo
verdad
Porque te oí que entrabas
mas quería ocultarme
en cambio te vi que mirabas
en cambio te vi y disparabas
a un alma (a un alma)
que has dicho que (que has dicho que)
no tengo

Quisiera levantarte
quisiera consolarte
quisiera levantarte
quisiera reencontrarte
querría viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Quisiera levantarte
quisiera consolarte
y viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Querría viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Ti vorrei sollevare – You Tube

Palabras tontas (parole sciocche) – Capítulo II

Quando la mattina facciamo colazione (desayuno), spezziamo (neghiamo, des-) – senza pensarci – un digiuno (ayuno) che dura dalla sera precedente, come se (s)digiunassimo

Dopodiché, se usciamo e l’ultima cosa che mettiamo è il cappotto/soprabito (chi usa ancora questa parola?), questo verrà messo sopra gli altri vestiti, sopra tutto il resto e sarà un sobretodo (sopra tutto)…

I bambini – se ancora troppo piccoli per andare all’asilo – probabilmente rimarranno con una tata (canguro) che li terrà con sé, prorpio come i canguri li portano nella loro sacca

Se andiamo a giocare a calcetto o in palestra prima e dopo ci cambieremo nel vestuario…

…e infine se concludiamo la serata al cinema è probabile che vedendo il film qualcuno mangerà palomitas (palombelle, ma in questo caso semplicemente pop-corn)

Hasta luego

Giovanni

 

Palabras tontas (parole sciocche)

A volte si incontrano delle parole che non possono non far innamorare di questa lingua per lo sciocco, quasi ridicolo o semplicemente desueto che suonano se si traducessero in italiano, in alcuni casi come se parlasse una persona di un’altra epoca…

Se prendi una scatola di biscotti stai – senza saperlo – mangiando delle galletas, che ricordono sì le gallette italiano, se non fosse che normalmente le gallette sono di riso e che soprattutto nessuno direbbe mai – di biscotti – che sta mangiando delle gallette, a rischio di sembrare perfettino…Inoltre sul retro potrebbe esserci una fecha (data) de caducidad (di scadenza)… come se alla fine un italiano dovesse rinunciare a mangiare qualcosa perché oramai è caduco o è caducato…

Nostro Signore che è onnipotente può tutto, e quindi è todopoderoso, e sulla stessa falsariga un fuoristarada è una macchina che può andare su tutti i terreni, quindi è un todoterreno.

Altre volte si trova una traduzione letterale dell’inglese, e ci si può ritrovare a mangiare un perro caliente (hot dog) quando mai in italia si mangerebbe un cane caldo… altre volte a influenzare è il latino, per cui una persona può essere molto valiente…

Se una macchina è un coche, che dire di un neonato che viene portato in una macchinuccia, un cochecito? O di un sub che è un hombre rana? O di un capocannoniere che si laurea pichichi della stagione? O di chi per farsi la barba cerca la máquina de afeitar?

Qué le vamos a hacer…

Giovanni

Falsos amigos della pronuncia

Quando si parla di falsos amigos (falsi amici) ci si riferisce normalmente a parole spagnole che si pronunciano esattamente o quasi esattamente come parole italiane ma dal significato differente; l’esempio classico è largo (lungo in italiano)

Ci sono parole che non sono falsos amigos ma si comportano come tali perché, pur scrivendosi in maniera (quasi) identica all’italiano, si pronunciano diversamente.

Alcune sono raggruppabili e ricordabili perché escono in -cia o -gia come (in grassetto la sillaba tonica)

aristocracia

democracia

agencia

estrategia

ma purtroppo altre no, come

periodo

poglota

hipotermia

La difficoltà – se così si può dire – sta solo nel ricordarselo quando si parla, non cioè nella lettura, dal momento che in questo caso il sistema degli accenti dello spagnolo – a differenza dell’italiano – non lascia spazio ad ambiguità.

In italiano aristocrazia e malizia terminano entrambe in -zia ed entrambe vengono scritte senza accento grafico, ma nella prima si fa cadere la voce sulla sillaba -zi (aristocrazia) mentre nella seconda sulla sillaba -li (malizia)

In spagnolo una parola terminante per vocale senza accento grafico è sempre piana, cosicché aristocracia si pronuncerà aristocracia, malicia si pronuncerà malicia etc.

Ciao ciao

Giovanni

 

Feliz navidad 

Caminando por el español os desea una muy feliz navidad con todo cariño 

Hasta pronto

Giovanni

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Pescatore (P. Bertoli e F. Mannoia)

Oggi metto sul blog una interpretraduzione di una vecchia canzone cantata da Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia, contenuta nell’album Certi momenti del 1980.

In fondo anche un video (non mio) per chi non conoscesse la canzone e un link con la storia

Pescatore

Getta le tue reti
buona pesca ci sarà
e canta le tue canzoni
che burrasca calmerà
pensa pensa al tuo bambino
al saluto che ti mandò
e tua moglie sveglia di buon mattino
con Dio di te parlò
con Dio di te parlò

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
l’uomo mio difendi dal mare
dai pericoli che troverà
troppo giovane son io
ed il nero è un triste colore
la mia pelle bianca e profumata
ha bisogno di carezze ancora
ha bisogno di carezze ora

Pesca forza tira pescatore
pesca e non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
quando la sua furia diventa grande
e la sua onda è un gigante
la sua onda è un gigante

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi se tornerà
quell’uomo che sento meno mio
ed un altro mi sorride già
scaccialo dalla mia mente
non indurmi nel peccato
un brivido sento quando mi guarda
e una rosa egli mi ha dato
una rosa lui mi ha dato
Rosa rossa pegno di amore
rosa rossa malaspina
nel silenzio della notte ora
la mia bocca gli è vicina
no per Dio non farlo tornare
dillo tu al mare
è troppo forte questa catena
io non la voglio spezzare
io non la voglio spezzare

Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
anche quando l’onda ti solleva forte
e ti toglie dal tuo pensare
e ti spazza via come foglia al vento
che vien voglia di lasciarsi andare
più leggero nel suo abbraccio forte
ma è così cattiva poi la morte
è così cattiva poi la morte

Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornerà
quell’uomo che sento l’uomo mio
quell’uomo che non saprà
che non saprà di me,
di lui e delle sue promesse vane
di una rosa rossa qui tra le mie dita
di una storia nata già  finita
di una storia nata già  finita

Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
e si placa e tace senza resa
e ti aspetta per ricominciare
e ti aspetta per ricominciare

 

Pescador

Échale tus redes
mucha pesca así habrá
y cántale tus canciones
que borrasca aplacará
piensa piensa en tu chiquillo
y el saludo que te envió
tu mujer despierta muy de mañana
con Dios de ti habló
con Dios de ti habló

Dime dime señor mío
dime que volverá
al hombre mío protege del mar
de los peligros que ya encontrará
aún joven aquí sigo
y el negro es un triste color
esta piel tan blanca y perfumada
necesita sus caricias todas
necesita sus caricias ahora

Pesca aguanta tira pescador
pesca nunca te pares
pocos peces en las redes
largos días por los mares
mar nunca jamás te ha dado mucho
mar que te hace blasfemar
cada vez su furia se vuelve grande
y esa ola es un gigante
esa ola es un gigante

Dime dime señor mío
dime si volverá
el hombre que siento menos mío
mientras otro me sonríe ya
sácalo de mi cabeza
no me empujes hacia el pecado
solo hay escalofríos cuando me miras
y una rosa él me ha dado
una rosa él me ha dado

Rosa roja prenda de amor es
rosa roja malaspina
en el silencio de la noche ahora
esta boca le imagina
no Dios mío que no regresara
díselo al mar
nos ata fuerte esta cadena
yo no la quiero quebrar
yo no la quiero quebrar

Pesca aguanta tira pescador
pesca y nunca te pares
cuando cada ola te sacude fuerte
y te parte de tu pensar
y te barra al aire como fuera viento
que dan ganas de tirarse al mar
más ligero en su abrazo fuerte
es tan malo lo que llaman muerte
es tan malo lo que llaman muerte

Dime dime señor mío
dime que volverá
el hombre que siempre ha sido mío
el hombre que no sabrá
que no sabrá de mí y de él
de todas sus promesas vanas
de una rosa roja que surcó mi vida
de una historia que nació podrida
de una historia que nació podrida

Pesca aguanta tira pescador
pesca y nunca te pares
pocos peces en las redes
largos días por los mares
mar nunca jamás te ha dado mucho
mar que te hace blasfemar
y se placa y calla sin rendirse
y te espera al recomenzar
y te espera al recomenzar

 

Pescatore – YouTube

 

Pescatore – Wikipedia

 

Ciao

Giovanni

 

 

Curiosidades – Capítulo III (diana, orden, maraña…)

Altre curiosità dalla lingua spagnola in ordine sparso…

un bersaglio e un centro del bersaglio oltre che blanco (bianco) sono detti anche diana , cosicché dar en la diana (o hacer diana) vuol dire centrare il bersaglio, fare centro… Diana, oltre che nome proprio femminile, è anche la dea romana (Artemide per i greci) della caccia, della selva e del tiro con l’arco…

orden è una parola che in spagnolo, come in italiano, si riferisce sia a qualcosa legato alla prescrizione, ordinanza, imposizione etc. sia a qualcosa legato all’allineamento, ordinamento e organizzazione di una serie di cose… sola che nel primo caso è femminile (le dieron esa orden y no pudo rechazarla, le diedero un ordine e non poté rifiutarlo), mentre nel secondo è maschile (tuvo que disponer los bolsos en el escaparate en el orden definido, dovette disporre le borse in vetrine nell’ordine definito)…

un groviglio di cose che si ingarbugliano è una maraña, come se un groviglio di cose fosse una ragna(araña)tela…

 

nel frattempo siguen cayendo chuzos de punta… (continua a piovere a catinelle)

 

giovanni

Averiguar y comprobar

Averiguar e comprobar sono due verbi abbastanza simili che sono spesso tradotti come verificare. In verità c’è una piccola differenza di significato che le parole stesse averiguar e comprobar possono aiutare a ricordare.

Averiguar contiene ver, come verità, cosicché averiguar è andare verso (a) la verità  (ver in veriguar), così come acostumbrarse (abituarsi) è a-costumbrarse, approssimarsi all’abitudine (costumbre), aclarar è a-clarar, andare verso o mettere qualcosa in chiaro (claro) e così via…

Comprobar, invece, e in maniera simile all’italiano, indica la verifica della verità di qualcosa con prove (con pruebas), che però in parte già si ha o si conosce.

Uno che averigua è uno che non conosce ancora qualcosa e la deve scoprire mentre uno che comprueba è uno che verifica qualcosa che già conosce.

Più o meno, quindi, diremo

Verifica a che ora è partito l’aereo Averigua a qué hora ha salido el avión

ma

Verifica che l’aereo sia partito in orario Comprueba que el avión haya salido en horario

 

Giovanni

 

Feliz segundo cumpleaños

 

Feliz segundo cumpleaños

 

Ya hace dos años que Caminando por el español estrenó por aquí… y aquí sigue…

Gracias a todos los que hayan ido a parar aquí por azar una sola vez tanto como a los que no se pierden ni un artículo

Buen español a todos

Giovanni

 

 

 

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