Felices Pascuas (anche d’inverno)

L’ultimo post dell’anno trae spunto da un’espressione di auguri più o meno comune in questo periodo – Felices Navidades – e a differenza della maggior parte dei post qui presenti riporta semplicemente una breve considerazione su alcune espressioni come quella sopra riportata (più che trucchi o suggerimenti).

In breve, è abbastanza frequente trovare in spagnolo delle espressioni che, se cristallizzate o idiomatiche (es. locuzioni avverbiali) lo fanno al plurale, a differenza della relativa forma italiana (quando esistente). Oltre che per l’espressione precedente, questo succede anche ad es. con Felices Pascuas (che a seconda delle aree geografiche può indicare tanto il periodo natalizio quanto quello pasquale).

Simile considerazione vale per alcune espressioni avverbiali di modo, come de todas formas, de todas maneras, de todos modos (“comunque”, “in ogni caso”), o di luogo, come por todas partes, por todos lados (“ovunque”, “in ogni parte”), 

Infine anche le forme comuni di saluto utilizzano esclusivamente il plurale, come buenos días, buenas tardes, buenas noches (rispettivamente “buongiorno”, “buon pomeriggio” e buonanotte”).

Ciao

Giovanni


P.S. Muchas gracias a Guia Valencia per la spiegazione sull’origine di Felices Pascuas e al prof. Carrera Díaz “Grammatica Spagnola” per gli spunti
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Atrás, adelante, adentro, afuera e in ogni luogo

Dal momento che ci si avvicina alla fine di un anno (momento in cui si può guardare indietro) e all’inizio di uno nuovo (quindi avanti), può essere l’occasione per riportare un paio di suggerimenti rapidi su due coppie di avverbi, atrás/detrás (“indietro/dietro”) e adelante/delante (“avanti/davanti”) – ma non solo queste in verítà – che come aun/aún di un post precedente risultano a volte un po’ impicciosi; in verità, non andando troppo per il sottile, potremmo aggiungere anche adentro/dentro (“dentro”) e afuera/fuera (“fuori”).

Allora, il primo dei due è abbastanza diretto, doppio de, ovvero quando questi avverbi/locuzioni preposizionali sono seguiti da un de + nome per indicare “avanti, dietro, dentro o fuori qualcosa”, la forma da utilizzare è proprio quella con de, così si avrà detrás de, delante de, dentro de (fuera de non rispetta esattamente questa regoletta) per dire ad es. detrás de la casa (“dietro la casa”), delante de tu coche (davanti la tua auto”), dentro de un barco (“dentro una nave”) etc.

Il secondo dice che quando si deve indicare una direzione o un movimento anche figurato la forma da utilizzare è quella con a, proprio la stessa lettera che di base si usa per il moto a luogo (movimento appunto); quindi sarà siga adelante (“prosegua avanti”), mira atràs si lo ves (“guarda indietro se lo vedi”), vamos afuera a tomar el sol (“andiamo fuori a prendere il sole), volvamos adentro que va a llover (torniamo dentro che sta per piovere).

Tutto qui

Ciao

Giovanni

Da GG hasta la Y o la J (o sea, da una lettera hasta una letra)

Questa sera nuovo post, rapido, dedicato alle trasformazioni dei gruppi di lettere dall’italiano allo spagnolo, con due suggerimenti relativi al gruppo “GG” italiano.

Il primo riguarda la trasformazione abbastanza frequente del gruppo ‘GG’ nella Y, in particolar modo (o esclusivamente) nelle parole bisillabi,  come ad es.

♠   “Maggio”, che sarà mayo

♠   “faggio”, che diventerà haya 

♠   “raggio”, che sarà rayoe infine

♠   “saggio”, che si tradurrà ensayo

Il secondo, invece, la trasformazione dello stesso gruppo nella J, soprattutto quando le parole hanno più di due sillabe; così avremo che

♣   “equipaggio” sarà equipaje

♣   “pellegrinaggio” diventerà pelegrinaje

♣   “personaggio” si tradurrà personaje

♣   “tatuaggio” sarà tatuaje, e

♣   “viaggio” diventerà viaje

Purtroppo non è sempre possibile applicare questi suggerimenti dato che ad es. “peggio” non diventa peyo ma peor.

Ciao

Giovanni

15 Marzo 2015

Possiamo aggiungere

  • “paesaggio” -> paisaje
  • “vantaggio” -> ventaja
  • “rodaggio” -> rodaje
  • “atterraggio” -> aterrizaje
  • “messaggio” -> mensaje
  • “maneggiare” -> manejar

Mettere i puntini sulle i, o almeno le i (o sea, irregolarità della terza coniugazione)

Oggi per la prima volta – almeno così mi sembra – metto qui due righe sui verbi irregolari, in particolare su quelli della terza coniugazione. Questo suggerimento lo trovai nelle prime dispense di spagnolo stampate da internet e stranamente in nessun’altra parte più, anche se realmente utile.

Allora la storia è questa: in diverse grammatiche nella presentazione delle irregolarità viene riportato che i verbi della terza coniugazione che terminano in -entir, -ertir, -erir  (es. sentir, “sentire”) cambiano la -e della radice in -i alla

♦   3^ persona singolare e plurale del passato remoto (sintió, sintieron) e da qui, come forme verbali derivate, anche

     ♦   in tutto il congiuntivo imperfetto (sintiera, sintieras, sintiera, sintiéramos, sintierais, sintieran)

♦   1^ e 2^ persona plurale del congiuntivo presente (sintamos, sintáis) e da qui, essendo in verità prese dal congiuntivo,

     ♦   1^ persona plurale dell’imperativo affermativo e 1^ e 2^ persona plurale dell’imperativo negativo (no sintamos, no sintáis).

Ora fortuna o coincidenza vuole che in tutti questi casi la -i è seguita da un dittongo (-ie -io) oppure da una -a tonica, quindi un scorciatoia in caso di dubbi è che

  • per questi verbi la -e diventa -i davanti a dittongo o ad -a tonica (e solo in questo caso)
  • per tutti gli altri verbi della terza coniugazione con -e nella penultima sillaba (es. medir, “misurare”, pedir, “chiedere”) davanti a dittongo o ad -a tonica la -e continuerà a diventare -i  (midió, “misurò”), ma purtroppo diventerà -i anche in altri casi (yo mido, tú mides, él/ella mide… “io misuro”, “tu misuri”, “lui/lei misura”…)

Verbi comuni con irregolarità proprie come decirvenir sono da considerare a parte.

A presto

Ciao

Giovanni

 

¿Lo leeréis este post? (o sea, pronomi e complementi)

Questa sera metto qui solo poche righe su uno dei miei argomenti preferiti nella grammatica spagnola, ovvero l’utilizzo dei pronomi complemento (diretto e indiretto). I pronomi oltre che sostituire integralmente il complemento (es. “Gli ho parlato ieri”, sottinteso a lui, a una persona citata in precedenza) possono anche affiancarsi a questo.

In spagnolo, quando un pronome che ha il ruolo di complemento oggetto o di termine si aggiunge al complemento (e non si sostituisce), valgono due regole che riporto qui di seguito

  • divieto dell’uso cataforico (cioè in anticipo) del pronome complemento oggetto

cioé ¿Lo quieres este libro? non dovrebbe essere usato, ma solo ¿Este libro, lo quieres? (“Questo libro, lo vuoi?)

  • obbligo dell’uso anaforico (cioé in ripresa) del pronome complemento di termine

cioé A tu padre hablo mañana non si dovrebbe utilizzare ma solo A tu padre le hablo mañana (“A tuo padre gli parlerò domani) 

Un piccolo suggerimento in caso di dubbio è che i termini delle due regole sono totalmente complementari (!!!), ovvero divieto nel primo, obbligo nel secondo, dell’uso anticipato nel primo, in ripresa nel secondo, per il complemento oggetto nel primo, di termine nel secondo.

Tra l’altro la prima regola non vale in alcune versioni dello spagnolo latino-americano, dove si può anticipare il complemento oggetto con il relativo pronome; mentre la seconda regola fa sì che alla fine il pronome complemento di termine si usi anche per anticipare prima del verbo il complemento di termine, cioé Hablaré a tu padre mañana è corretto, ma si sentirà dire sempre Le hablaré a tu padre mañana.

Hasta pronto

Giovanni

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