Questo è un post bello e buono

Come il titolo del post anticipa espressamente queste righe sono dedicate a due aggettivi che a volte in italiano – soprattutto quello parlato – vengono usati indifferentemente più di quanto faccia lo spagnolo.

In pratica all’italiano bello corrisponderà l’equivalente (letterale)spagnolo solo se è usato in senso stretto ed è chiaramente riferito alla bellezza di qualcuno o qualcosa (esteriore o meno); a quel punto a seconda del contesto si avrà una scelta tra hermoso, guapo, bonito...

una mujer hermosa (cioè una bella donna), un chico que no es muy guapo pero bastante listo (cioè un ragazzo che non è molto bello ma abbastanza intelligente) o un coche bonito (una macchina carina)….

…ma in tutti gli altri casi in cui bello/bella sono usati più che altro come rafforzativo il corrispondente spagnolo non sarà quello letterale ma spesso (quasi sempre) bueno/buena…

da gana un buen sueldo (guadagna una bella somma) a voy a tomarme una buena ducha (mi farò una bella doccia)…

el tío de Juan se ha comprado un buen coche (lo zio di Giovanni si è comprato proprio una bella macchina), cioè grande, potente, veloce mentre el tío de Juan se ha comprado un coche bonito (lo zio di Giovanni si è comprato una macchina carina), cioè carina, bella a vedersi più che altro…

hay que hacer una buena acción de vez en cuando (bisogna fare una bella azione di tanto in tanto)

In verità bueno/buena sostituisce normalmente anche il nostro bravo/bravo, come es un buen maestro (è un buon maestro, cioè è un maestro bravo), ecco perché bueno è così ricorrente (è anche avverbio, intercalare, riempitivo etc…), ma questa è un’altra storia…

Bueno,

alla prossima

Giovanni

 

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Las concesivas

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So'(y) de Roma

Se Madrid e Roma sono praticamente sulla stessa latitudine un motivo ci sarà.

Il fatto è che in spagnolo ci sono almeno tre parole, o meglio tre coppie di parole, che sono completamente simmetriche rispetto all’italiano:

  • il se spagnolo vuol dire “si” (nel senso del pronome riflessivo e del se impersonale, e non solo, ma restiamo su questi due) e il si vuol dire “se” (nel senso della congiunzione ipotetica)

-> se viste cómo quiera, cioé “si veste come vuole”

-> si lo veo…, cioé “se lo vedo…”

  • me in spagnolo vuol dire “mi” (pronome complemento) e ovviamente mí corrisponde a “me”

-> me extraña mucho, cioé “mi manca molto”

-> A quién? A mí!, cioé “A chi? A me!”

  • e neanche a dirlo te spagnolo corrisponderà a “ti” italiano (anche qui pronome complemento) e ti corrisponderà a “te” in italiano

-> te llamo mañana, cioé “ti chiamo domani”

-> A quién? A ti!, cioé “A chi? A te!”

Per fortuna, in caso di equivoci, viene in aiuto il romanesco, nel quale, neanche a dirlo, “se”, “si”, “mi” e “ti” italiani si dicono proprio “si”, “se”, “me” e “te”, ovvero tali e quali allo spagnolo! Così, se a Madrid diremo si te pilloa Roma diranno “si te pijo” (uguale!), per dire “se ti prendo”; e se a Madrid o se me ama o se me odia a Roma “o me se ama o me se odia” (uguale! a parte l’inversione…).

Tutto qui

Giovanni

Por qué y sus hermanos

Il nome del post deriva dal fatto che in spagnolo esistono quattro espressioni clamorosamente simili, ovvero

porque
por qué
por que
porqué

Ora la mia impressione è che le due più frequenti siano (non a caso) le prime due perché si usano rispettivamente per introdurre una subordinata causale (la prima) e per fare una domanda (la seconda).

La scorciatoia per ricordarsi la forma corretta è che la prima espressione è formata da una sola parola senza accento mentre la seconda è formata da due parole di cui una con accento, cosicché anche se si parla di espressioni simili le due più frequenti sono le più diverse possibili; e ovviamente quella che si usa per fare una domanda (che in genere ha una intonazione crescente sul finale) è quella accentata (quindi anch’essa con intonazione crescente al finale come la domanda che introduce).

Infine porqué si usa come sostantivo (no conozco el porqué de tu elección, non conosco il perché della tua scelta) mentre por que (per il/la quale) è un costrutto relativo (la razón por que no vino, la ragione per cui non venne) e può trovarsi anche come por el/la cual.

A presto

Giovanni

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