Curiosidades – Capítulo IV (casarse, estrellarse, demasiado, quitamiedos, desayuno)

Rimandando a più avanti l’articolo su sacar e quitar del quale parlavo la volta scorsa, riporto un po’ di curiosità e qualche indizio per ricordarle

 

Casarse

Cioè sposarsi, perché in spagnolo, intanto, non si sposa qualcuno ma ci si sposa con qualcuno (va a casarse con una chica que conoció durante las vacaciones del año pasado, si sposerà con una ragazza che ha conosciuto l’anno scorso durante le vacanze) e ci si sposa accasandosi (casa -> casar -> casarse)

 

Estrellarse

Vuol dire schiantarsi contro qualcosa e si lega a estrella, che indica ovviamente la stella ma anche tutto ciò che ha una forma geometrica che ricordi quella di una stella, con un nucleo e dei raggi che diventano sempre più piccoli: l’immagine, forse, di qualcosa che si spacca in mille pezzi. È di qualche giorno fa la notizia di Al menos 100 muertos en Cuba al estrellarse un avión nada más despegar, cioè Almeno 100 morti a Cuba per lo schianto (“allo schiantarsi”) di un aereo appena decollato

 

Demasiado

Significa troppo e terminando in -ado suona come un participio passato (aggettivo) di un immaginario verbo demasiar, da de más, che vuol dire di più/in più… qualcosa è sempre di pù o in più finisce per essere di troppo

 

Quitamiedos

Questa non è una parola molto usata e corrisponde più o meno a guard rail. Letteralmente quitamiedos vuol dire togli (quita) paure (miedos), e quindi non c’è da aggiungere molto altro…

 

Desayuno

La colazione… Cioè des…ayuno, ovvero s…digiuno, quindi interruzione del digiuno che va avanti ad esempio dalla sera precedente… Casi siempre desayuno en el bar de abajo, ovvero Quasi sempre faccio colazione al bar qui sotto

 

Ciao ciao

Giovanni

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Poner y meter

A volte capita che le differenze tra l’italiano e lo spagnolo risiedano non tanto nei diversi significati che parole simili assumono ma siano il risultato del diverso destino che è toccato alle stesse nel tempo.

La differenza che c’è, ad esempio, nel parallelismo tra poner e meter spagnoli e porre/collocare e mettere in italiano è tutta qui: tra i due verbi spagnoli e quelli italiani passa più o meno lo stesso grado di differenze di significati e usi ma… ma poner è correntemente usato nella lingua parlata (di più, ha moltissimi usi idiomatici) mentre in italiano l’uso di porre/collocare è andato quanto meno diminuendo nella lingua parlata facendo affogare i suoi significati nell’altro verbo mettere. Nella lingua parlata, se nello spagnolo si mette o si pone, in italiano si mette solamente e suona quasi ricercato sentir dire collocare o porre.
Poner, quindi, racchiude tutti i significati che non contengono l’idea di inserimento, di inclusione di qualcosa in un luogo, un contesto o un ambito più o meno chiuso – o perlomeno tutti quei significati per cui ciò non sia il tratto caratterizzante – oscillando quindi tra collocare, applicare, aggiungere, installare e così via
Puso la libreta en el escritorio y se fue

Mise l’agenda sulla scrivania e se ne andò
No sé dónde poner la cómoda en mi habitación

No so dove mettere il comò nella mia stanza
Ma han aconsejado que ponga un anuncio en el periódico local para vender mi viejo coche

Mi hanno consigliato di mettere un annuncio sul giornale locale per vendere la mia vecchia auto
Hay que poner sal en el agua antes de que hierva

Bisogna aggiungere il sale nell’acqua prima che bolla
Dicen que van a poner otro restaurante en esta calle

Si dice che metterano un altro ristornate in questa strada
Me he puesto una pomada en el hombre que me duele

Mi sono messo una pomata sulla spalla che mi fa male
Meter, invece, fa più spesso riferimento all’idea di inserimento e introduzione, figurata o meno, cioè di qualcosa che si mette in qualcos’altro
¿Has metido tus corbata en la maleta?

Hai messo le tue cravatte nella valigia?
Le metió un panuelo en el bolsillo

Gli mise un fazzoletto in tasca
Metió mucho dinero en una asociación de voluntariado

Investì molti soldi in un’associazione di volontariato
Su hijo se metió en un lío de lo más peligroso

Suo figlio si mise in un casino pericolosissimo
Al cabo logró poner su nieta en el banco

Alla fine riuscì a mettere sua nipote in banca
Por culpa de sus amigos se le han metido en la cabezas ideas raras

Per colpa dei suoi amici si è messo in testa strane idee
Nada más volver se ha metido en la cama

Appena tornato si è messo a letto

L’elenco potrebbe essere ovviamente molto più lungo, considerando anche gli utilizzi idiomatici o le frasi fatte che si basano su poner e meter, ma l’idea di fondo rimarrebbe la stessa.

Nel prossimo post la stessa differenza verrà presentata per quitar e sacar, cioè togliere.

Ciao

Giovanni

Segno, o sea: una palabra, cien traducciones

Il primo articolo dell’anno lo dedichiamo alle parole señal, seña, signo e marca che sono tutte possibili traduzioni della parola italiana segno (non le sole in verità) e, almeno le prime tre, molto simili e confondibili.

La scelta della parola dipende da cosa intendiamo per segno ma anche dal fatto che le parole citate sopra hanno in spagnolo anche altri significati che non devono generare confusione nel contesto in cui le utilizziamo; non dovrebbero, cioè, generare ambiguità.

Il segno come cenno o gesto

E’ il caso più semplice da rendere in spagnolo perché fare un segno, un cenno, un gesto può tradursi sia con señal che con seña, senza particolari differenze; non ci si sbaglia, cioè, in nessuno dei casi.

Le hizo una seña/señal con la mano para que reparara en él

Gli fece un cenno con la mano in modo che si accorgesse di lui

Ciò è vero anche quando si fa riferimento ad un segnale convenzionale o almeno condiviso.

¡A mi señal, desatad el infierno!

Al mio segnale scatenate l’inferno!

Il segno come indizio

Passo in avanti: se un segno in qualche modo è anche un indizio, allora oltre che señal e seña si può utilizzare anche signo.

Todos los periodicos tomaron las declaraciones del primer ministro como una señal de las posibles evoluciones futuras

Tutti i giornali coniderarono le dichiarazioni del primo ministro come un segnale (cioè indizio) delle possibili evoluzioni future

Ese resultado del análisis de sangre es signo de una posible enfermedad

Quel risultato delle analisi del sangue è segno di una possibile malattia

Il segno come marchio

Qui si cambia: si mette un segno su una scatola per riconoscerla, in un elenco per spuntare o qualcosa lascia il segno su una superficie. E’ un segno che serve per marcare qualcosa (o lo marca anche senza volerlo). In spagnolo, non a caso, si usano señal (più generico) e marca (più specifico).

La camisa que llevaba ayer me apretaba tanto que me ha dejado una marca en el cuello

La camicia che portavo ieri mi stringeva talmente tanto che mi ha lsciato un segno sul collo

Il segno come simbolo

Qui è più semplice: il segno grafico, matematico, astrologico etc. è un signo, né più né meno.

Trazó unos signos en la arena para enseñarle como quería cambiar la disposición de los muebles

Tracciò dei segni sulla sabbia per mostrargli come voleva cambiare la disposizione dei mobili

Muchos idiomas se componen de signos alfabéticos

Molte lingue sono composte da segni alfabetici

Hay signos de tierra, de agua, de aire y de fuego

Ci sono segni di terra, di acqua, d’aria e di fuoco

Il segno come marchio

Infine il segno come marchio, impronta, stile che permette di riconoscere qualcosa o ricondurlo a qualcosa è marca

Sus cuadros tiene la marca de la generación de pintores de finales de Seicientos

I suoi quadri hanno l’impronta/il segno della generazione dei pittori del finale del seicento

In più…

Tutte queste parole hanno anche altri significati che non sono esattamente l’equivalente di segno, come señal che traduce moltissime espressioni italiane (segnale audio, video, stradale, digitale, analogico etc.) e marca che traduce anche l’italiano marca (di automobili o vestiti)

Alla prossima

Giovanni

Hablar el español de España – Capítulo II

Cojín vs Almohada

Si inizia con qualcosa di semplice: un cuscino è un cojín, chiaro, ma il cuscino del letto è una almohada.

En la habitación había un sofá que siempre adornaba con cojines.
Nella stanza c’era un sofà che abbelliva sempre con cuscini.

Arregla la cama y cambia la funda de la amohada.
Sistema il letto e cambia la fodera del cuscino.

Arreglar vs Apañar

Qui la storia è leggermente più complicata. Aggiustare o riparare qualcosa può tradursi sicuramente con reparar o arreglar. Del resto aggiustare qualcosa è riportarla alla normalità o a ciò che dovrebbe essere la regola (la regla, perciò arreglo, da arreglar). Ma quando più che aggiustare qualcosa si mette una sistemazione temporanea, una riparazione di fortuna, insomma quando si mette una pezza allora c’è apañar.

La semana pasada el coche no podía arrancar y tuve que llevarlo al taller que lo arregló en un par de días.
La settimana scorsa non partiva più la macchina e ho dovuto portarla all’officina che l’ha sistemata in un paio di giorni.

Iba a poner en marcha el coche pero de repente se detuvo en medio de la calle. Tuve que bajarme en plena calle, echar un vistazo al motor y apañarlo de alguna manera, justo para llegar al primer taller.
Stavo per mettere in moto la macchina ma all’improvviso mi si è fermata in mezzo alla strada. Sono dovuto scendere, dare un’occhiata al motore e sistemarlo in qualche modo, giusto per arrivare fino all’officina più vicina.

Quindi se riporto qualcosa alla regola (regla) lo arreglo, ma se semplicemente metto una pezza (paño) allora lo apaño. Sembra tutto molto stupido ma funziona…

Borrador vs Esbozo

Borrador, che forse è più comune, è una bozza di qualcosa che – per così dire – verrà completato. Si trova cioè quando si parla di una mail, un romanzo, una lettera.

Esbozo, invece, è una bozza nel senso di schizzo o descrizione sommaria, e non necessariamente diventa qualcos’altro (come lo schizzo di una chiesa su un album).

Ya tengo preparado un borrador, voy a enviarte el informe dentro de unos minutos.
Avevo già pronta una bozza, ti spedisco il report tra qualche minuto.

Nos enseñó un esbozo del paisaje que quería pintar al óleo.
Ci mostrò una bozza del paisaggio que voleva dipingere ad olio.

 

Ciao

 

Giovanni

Feliz tercer cumpleaños

Feliz cumpleaños

Caminando por el español ya lleva tres años aquí…

Muchísimas gracias a todos y ¡hasta pronto!

Giovanni

Hablar el español de España

Qualche considerazione su alcune espressioni che distinguono una frase spagnola da una italiana tradotta in spagnolo

Finalmente vs por fin

Finalmente non ha nessuna corrispondenza con l’analogo italiano essendo molto più neutro e simile al nostro Alla fine…; è Por fin che viene usato per l’esclamazione.

Primero puso la maleta en la cama y la abrió. Luego sacó todos sus vestidos del armario y eligió algunos. Finalmente recogió todos sus trastos y se fue.

Come prima cosa mise la valigia sul letto. Dopo tirñ fuori dall’armadio tutti i suoi vestiti e ne scelse qualcuno. Alla fine prese tutte le sue cose e se ne andò.

¡Por fin!

Finalmente!

 

Cama vs lecho

Si parla sempre di letto, ma quello per dormire, in genere in una stanza, sarà sempre cama.

Acaba de tumbarse en la cama

Si è appena sdraiato sul letto

De niño le gustaba correr a lo largo del lecho del río

Da bambino gli piaceva correre lungo il letto del fiume

 

Cortina vs toldo

Qui si ha a che fare con le tende, ma mentre le prime sono quelle interne, di casa o di un teatro, le seconde sono esterne, come il tendone di un negozio.

Corre las cortinas, que pasa demasiada luz por la ventana

Chiudi un poco le tende, che entra troppa luce dalla finestra

En esas calles bochornosas el único sosiego era representado por la sombra que daban los toldos de las tiendecillas

In quelle strade afose l’unico sollievo era rappresentado dall’ombra che facevano i tendoni dei negozietti

 

Pregunta vs demanda vs solicitud

Sempre più difficile

Si parla sempre di domanda, ma con sfumature diverse: una pregunta è una domanda, come si intenderebbe senza ultriori dettagli, la demanda si usa in ambito economico o giuridico e infine la solicitud è più una richiesta (formale).

¡Ahora no me vengas con esas preguntas!

Ora non te ne uscire con queste domande!

La demanda de petróleo ha bajado un 4% el año pasado

La domanda di petrolio è diminuita del 4% l’anno scorso

¿Al final enviaste la solicitud para el trabajo del que te había hablado?

Alla fine hai inviato la domando per il lavoro del quale ti avevo parlato?

 

Ir vs andar

Si chiude con un grande classico: andar non vuol dire assolutamente andare (ir) ma camminare o percorrere o al massimo funzionare.

En verano anda muy kilómetros por los senderos del campo

D’estate percorre molti chilometri per i sentieri in campagna

 

Ciao ciao

Giovanni

 

 

 

Tomar y coger

Dopo un po’ di assenza il blog ritorna con un post dedicato ad un grande classico della grammatica spagnola rappresentato dalla coppia coger / tomar.

Entrambi i verbi sono due traduzioni di prendere (le più frequenti) e come in altri casi le diverse sfumature, assolutamente naturali per un madrelingua, possono risultare poco intuitive.

Coger (cogliere, e recoger raccogliere) è quasi sempre presente quando l’idea di prendere è abbastanza reale, pratica e vicina ad afferrare, cioè ogni volta che si prende una cosa, con le mani, con uno strumento etc.

Quando prendiamo un oggetto…

Coge los libros que están en la mesa y tráemelos por favor (prendi i libri che sono sul tavolo e portameli per favore)

Quando afferriamo qualcosa o qualcuno…

Cogió al niño en brazos (prese il bambino in braccio)

Lo cogió por la camisa y lo amenazó (lo prese per la camicia e lo minacciò)

Quando compriamo qualcosa, se effettivamente la prendiamo (in modo fisico!!!)

Si sales no te olvides de coger un poco de leche para mañana (se esci non ti dimenticare di prendere un po’ di latte per domani)

Anche quando prendiamo una malattia…

A fuerza de salir desarropado ha cogido un resfriado (A furia di uscire poco coperto si è raffeddato)

 

Tomar, invece, abbraccia maggiormente tutti i significati meno letterali (o più figurati) del verbo prendere, dove non è l’azione fisica la caratteristica principale

Quando prendiamo qualcosa da mangiare o bere… (per indicare che mangiamo o beviamo qualcosa, non tanto che stiamo prendendo fisicamente quelle cose)

Tomémonos una cerveza (prendiamoci una birra) o toma más dulce si te gusta (prendi un altro po’ di dolce se ti piace)

Quando prendiamo qualcuno o qualcosa in un certo modo

Me ha tomado por loco (mi ha preso per pazzo) o no lo ha tomado a bien (non l’ha presa bene)

o come esempio

Tomemos su situación (prendiamo la sua situazione…)

o prendiamo da qualcuno

Esa forma de hablar la ha tomado de su padre (quel modo di parlare l’ha preso da suo padre)

E’ tanto vero che quasi tutte le espressioni semanticamente vuote (cioè dove in verità non si prende nulla) usano tomar e non coger

  • Prendersela Tomárselo a mal
  • Prenderla bene/male Tomárselo a bien / a mal
  • Prendersela con qualcuno Tomarla con alguien
  • Prendersela con calma Tomárselo con calma
  • Prendersi a cuore qualcosa Tomarse a pecho algo

e così via…

Volendo, nella stessa frase…

Prendiamo qualcosa? Se ti piacciono i dolci prendi pure quella scatola di cioccolatini

¿Nos vamos a tomar algo? Si te gustan los dulces coge esa caja de bombones

Ciao ciao

Giovanni

 

 

Carta, papel, tarjeta (o sea una palabra mil traducciones)

In spagnolo esistono fondamentalmente tre modi di tradurre la parola carta e con un po’ di fantasia si possono associare alla minore o maggiore consistenza materiale che questa carta ha.

La carta si usa meno frequentemente delle altre traduzioni e spesso si trova in espressioni che si riferiscono più al contenuto che all’oggetto in sé, con qualcosa che ruota attorno all’idea di lista, elenco, elencazione, dichiarazione etc. come Carta Costitucional o Carta de los derechos o carta de vinos. Anche perché nove volte su dieci una carta è una lettera (antes se escribían muchas más cartas, prima si scrivevano molte più carte).

El papel è probabilmente la traduzione più usata, sono i fogli su cui si scrive (foglio di carta è hoja de papel), i documenti (los papeles), le scartoffie, la carta da forno (papel de horno), la carta fotografica, la carta stagnola (papel de plata), la carta copiativa (papel cebolla) e così via.

La tarjeta è più semplicemente una targhetta come nella carta di credito (tarjeta de crédito), nella carta telefonica (tarjeta telefónica) che non si usa più, la carta d’identità (tarjeta de identidad) e così via.

Infine, fuori dal coro, le carte geografiche o stradali sono sempre mapas.

Alla prossima

Giovanni

 

Ti vorrei sollevare (Elisa feat. Giuliano Sangiorgi)

Nuova interpretraduzione, questa volta di una canzone di Elisa, dall’album Heart del 2009.

In fondo il video ufficiale da You Tube

 

Ti vorrei sollevare

Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempie
di te
E l’attimo in cui il sole
diventa dorato
e il cuore si fa leggero
come l’aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare

Mi hai detto ti ho visto cambiare
tu non stai più a sentire
per un momento avrei voluto
che fosse vero anche soltanto
un po’
Perché ti ho sentito entrare
ma volevo sparire
e invece ti ho visto mirare
invece ti ho visto sparare
a quell’anima (a quell’anima)
che hai detto che (che hai detto che)
non ho

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare
vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
e viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore
vorrei viaggiare su ali di carta con te
vorrei sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare
quando persi sotto tante stelle
ci chiediamo cosa siamo venuti a fare
cos’è l’amore
stringiamoci più forte ancora
teniamoci vicino al cuore

 

Quisiera levantarte

Me has dejado sin más palabras
como una primavera
y este rayo de luz
pensamientos que se rellenan
de ti
Es cuando el sol de golpe
se vuelve dorado
el corazón más ligero
como el aire antes de que el tiempo
nos lleve un día
nos lleve un día
de aquí

Quisiera levantarte
quisiera consolarte

Me has dicho te vi que cambiabas
tú no estás para oírme
por un instante habría querido
que todo fuera al menos algo
verdad
Porque te oí que entrabas
mas quería ocultarme
en cambio te vi que mirabas
en cambio te vi y disparabas
a un alma (a un alma)
que has dicho que (que has dicho que)
no tengo

Quisiera levantarte
quisiera consolarte
quisiera levantarte
quisiera reencontrarte
querría viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Quisiera levantarte
quisiera consolarte
y viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Querría viajar sobre alas de papel contigo
saber inventar
oír el viento que sopla
y no escondernos, no, si va a desplazarnos
al perdernos bajo un mar de estrellas
nos miramos preguntando por qué llegamos
qué es amarse
apriétame más fuerte ahora
juntemos nuestros corazones

Ti vorrei sollevare – You Tube

Palabras tontas (parole sciocche) – Capítulo II

Quando la mattina facciamo colazione (desayuno), spezziamo (neghiamo, des-) – senza pensarci – un digiuno (ayuno) che dura dalla sera precedente, come se (s)digiunassimo

Dopodiché, se usciamo e l’ultima cosa che mettiamo è il cappotto/soprabito (chi usa ancora questa parola?), questo verrà messo sopra gli altri vestiti, sopra tutto il resto e sarà un sobretodo (sopra tutto)…

I bambini – se ancora troppo piccoli per andare all’asilo – probabilmente rimarranno con una tata (canguro) che li terrà con sé, prorpio come i canguri li portano nella loro sacca

Se andiamo a giocare a calcetto o in palestra prima e dopo ci cambieremo nel vestuario…

…e infine se concludiamo la serata al cinema è probabile che vedendo il film qualcuno mangerà palomitas (palombelle, ma in questo caso semplicemente pop-corn)

Hasta luego

Giovanni

 

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